Il Corteo Storico “Terra Sancti Benedicti” nasce nel 1994,
in occasione del cinquantesimo anniversario della distruzione e ricostruzione di Montecassino e Cassino, su iniziativa dell’Abbazia di Montecassino e della Fondazione S. Benedetto.
La sua realizzazione, nella fase di avvio, è stata frutto dell’impegno di storici, artigiani, sarte, ricercatori del costume locale, persone con competenze diverse, ma animate dalla stessa autentica passione per la vita medievale. Il loro impegno ha permesso di recuperare la memoria storica e il senso di appartenenza a questo territorio e di ridare vita ad antiche e care tradizioni che rischiavano di essere cancellate dalla memoria collettiva.
Il tratto di storia a cui si ispirano gli abiti ed i momenti più importanti del Corteo, va dal 1263, avvento dell’Abate Bernardo 1 Ayglerio, che ridette ordine e splendore all’Abbazia e alla Terra Sancti Benedicti dopo la fase tragica della dominazione sveva, fino alla metà del XIV secolo, più precisamente al 1349, anno del terremoto che distrusse l’Abbazia. Quasi un secolo dunque, in piena età feudale.
Il Corteo, con i suoi circa 400 figuranti, ripropone uno spaccato della composizione sociale del periodo:

  • La classe nobiliare, al cui vertice erano i Rettori dei Castelli che governavano il territorio su mandato dell’Abate, comprendeva anche Castaldi, Giudici, Governatori, Baiuli, Notai.
  • Il popolo, rappresentato da artigiani, manovali e contadini.
  • La milizia abbaziale per la difesa del Monastero e della Terra Sancti Benedicti, istituita dopo la cacciata dei mercenari normanni nel 1045, era formata dai signorotti che prestavano il servizio delle armi.
    I pellegrini, di più recente inserimento nel Corteo, a memoria dei tanti che sostavano a Montecassino durante i pellegrinaggi verso Roma o Gerusalemme. Il Corteo è nato con l’intento di arricchire e di fare da cornice alle celebrazioni benedettine del 21 marzo riproponendo antichi riti, con formule in volgare.
  • Il Tributo a San Benedetto. E’ l’atto di riverenza all’Abate,
    a cui il Rettore della Curia Maiore consegna un cero votivo, segno della devozione di tutto il popolo.
  • Il giuramento della milizia. E’ il rito dell’investitura con cui il Connestabile,
    alla presenza dell’Abate e del Notaio giura, a nome di tutti i militi, di farsi custode e difensore della Terra Sancti Benedicti.
  • La benedizione delle panelle. Ricorda la distribuzione di pane benedetto al popolo.
    Le giornate di festa sono allietate da danze, frutto di un attento lavoro di ricerca e di prove impegnative.
    Ogni anno il Corteo partecipa al percorso della Fiaccola “Pro Pace et Europa Una” che, partendo da Norcia, luogo natale di S. Benedetto, raggiunge Roma, Subiaco, Cassino e una Capitale Europea portando il Messaggio di Pace.